|
L'entità dell'impatto venatorio prodottosi
nella stagione di caccia 1999-2000 fu in effetti assolutamente devastante
per la realtà ambientale del territorio in oggetto. Si consideri
ad esempio (come risulta da un monitoraggio svolto da volontari
dell'Associazione "Terra, Boschi, Gente e Memorie" ) che
nel primo giorno di caccia, in un'area di 4 kmq (il settore di campagna
che orbita intorno alle Cascine Penasso, Mondonio) venne registrata
la presenza di 159 cacciatori (cioè di un cacciatore ogni
25 mq!). Oppure si rifletta sull'indecente disseminazione di ogni
genere di rifiuti (dai contenitori dei cibi in scatola ai bossoli)
lungo boschi e sentieri, che tuttora testimonia tristemente il passaggio
della marea di cacciatori riversatasi nelle valli e sui colli di
questo territorio. Particolarmente inaccettabile risulta poi il
riscontro di gravi comportamenti (non precedentemente osservati
nell'area in esame) adottati da alcuni cacciatori in quella stagione
venatoria, come l'uso di richiami elettronici, l'uccisione (che
in non pochi casi ha assunto le proporzioni di un autentico massacro)
di specie ornitiche protette e quindi non cacciabili e addirittura
l'esercizio dell'attività venatoria nei giorni in cui essa
non è consentita. Si aggiunga come ulteriore elemento di
sconforto l'assoluta aleatorietà (per non dire assenza) del
controllo e della vigilanza sullo svolgimento dell'attività
venatoria.
|