Inauguriamo questa sezione del sito di Muscandia con un articolo di Franco Correggia:

AMBIENTE NATURALE E PAESAGGIO CULTURALE
COME CARDINI PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE.
LA "VOCAZIONE" DEL TERRITORIO.

Certamente la caratteristica saliente e la prerogativa fondamentale del microsistema territoriale considerato sono rappresentate da un complesso e delicato intreccio di dimensioni naturali e culturali, in cui una multiforme successione di emergenze di elevato pregio ambientale si compenetra e si organizza sinergicamente con una diffusa e poliedrica trama di rimandi ad alta valenza culturale.
L'intima fusione di suggestioni ambientali ed echi culturali conferisce senz'altro al territorio considerato una qualità non comune. Nello stesso tempo vi sono chiare evidenze che tale ricchezza ecoculturale si colloca in un contesto attualmente segnato da incertezze e fragilità.

SCENARI

È indubbio che l'angolo di campagna astigiana di cui ci stiamo occupando, giunto all'alba del nuovo millennio, si trova di fronte ad un bivio strategico. La scomparsa rapida e definitiva della società contadina, che fino a ieri informava e modulava questi luoghi dei suoi ritmi, dei suoi gesti, dei suoi umori e dei suoi valori, lascia un vuoto profondo e pone questo lembo di terra collinosa (nella sua realtà fisica e nella sua dimensione culturale) in una situazione di estrema vulnerabilità.
La mancata transizione verso un'economia di tipo industriale ha fortunatamente evitato finora il precipitare di questa zona nel degrado e nella banalizzazione che caratterizzano le periferie delle aree urbane. Il territorio ha conservato un buono stato di salute ecologica ed il paesaggio ha mantenuto la sua tradizionale fisionomia rurale.
Oggi questo pugno di colline, nel programmare il proprio futuro, ha a disposizione due strade molto diverse fra loro; la scelta dell'una o dell'altra segnerà indelebilmente il destino di questa terra e condurrà a scenari diametralmente opposti.
Se si insisterà nel conferire all'ambiente, al paesaggio e ai beni culturali un valore pressochè nullo e si procederà lungo la via di uno "sviluppo" deregolato e caotico, il territorio andrà ineluttabilmente incontro ai mutamenti che hanno contrassegnato molte delle aree periurbane. Il risultato sarà l'omologazione con quelle realtà territoriali disgregate (tendenti ad espandersi in modo metastatico e invasivo) prossime alle aree metropolitane o ai centri industriali, dove in un generale clima di degrado urbanistico, di disordine edilizio, di scadimento ambientale, di depressione culturale e di perdita di identità, il paesaggio si è trasformato in una squallida e ininterrotta successione di capannoni industriali, insediamenti abitativi disarmonici, unità produttive inquinanti, cementificazioni dissennate, depositi di rifiuti e aree in abbandono.
Ben diverso sarà lo scenario se proprio nella qualità ambientale, nella bellezza e nella suggestione del paesaggio, nel patrimonio storico-artistico, nella ricchezza della tradizione culturale, nell'immagine serena e genuina di una campagna naturale, si individueranno le risorse strategiche del territorio ed il suo principale volano di sviluppo economico. In tal caso, anzichè sostenere e favorire le attività che consumano territorio, dissipano beni naturali e lavorano contro l'ambiente, si dovrà privilegiare e incentivare i processi che valorizzano a lungo termine il territorio, salvaguardano le locali preesistenze naturali e culturali, migliorano la qualità della vita, pongono le basi per per uno sviluppo sostenibile duraturo e quindi lavorano per l'ambiente.
Un'attenta politica che muova in questa direzione può tradursi nella creazione e nell'espansione di una nuova imprenditoria "verde", capace di coniugare tutela dell'ambiente e produzione di ricchezza, con interessanti e consistenti ricadute occupazionali. Già oggi si delineano come molto promettenti le nascenti esperienze legate all'agriturismo, all'agricoltura biologica, all'enogastronomia tradizionale, al turismo equestre, alle produzioni agroalimentari e artigianali tipiche connotate sulla qualità e la genuinità.

PRIORITÀ

Per riuscire a pilotare lungo tale direttrice lo sviluppo e l'evoluzione socioeconomica del complesso territoriale in esame è necessario creare con estrema tempestività alcune condizioni di base. In primo luogo è indispensabile individuare con urgenza procedure certe che consentano di salvare e di proteggere efficacemente la rete dei sistemi naturali fondamentali e la trama di emergenze storico-artistiche che attraversano il territorio, mettendo al sicuro da attacchi e manomissioni l'insieme di gangli vitali che ecologicamente e culturalmente identificano il sistema nervoso centrale dell'area. È cioè necessario salvaguardare e difendere l'hardware del sistema.
Ciò in termini pratici significa:

  • Porre un argine a quella proliferazione neoplastica di insediamenti abitativi e unità produttive che porta al distruttivo dilagare nelle campagne di un'urbanizzazione disordinata e frammentata, con effetti disastrosi sul paesaggio e sull'ambiente.
  • Tutelare rigorosamente la fisionomia dei borghi medioevali e dei centri storici, imponendo nelle trasformazioni edilizie il rispetto delle locali tipologie costruttive e abitative.
  • Conservare e valorizzare il patrimonio forestale, in particolare applicando efficaci misure di protezione integrale alle residue fustaie mature di essenze arboree autoctone ed evitando che tagli sconsiderati ed indiscriminati conducano (a causa dell'infiltrazione della robinia e del conseguente impoverimento floristico) al loro irreversibile degrado. Tali cenosi forestali (frammentari lembi relitti di antichi boschi naturali) identificano infatti preziosi biotopi che conservano al loro interno un elevato livello di complessità ecologica e costituiscono per questo territorio importanti serbatoi di biodiversità.
  • Censire, sottrarre al saccheggio e tutelare scrupolosamente la costellazione di emergenze naturalistiche (anche puntiformi) di alta valenza ambientale che punteggiano il territorio, quali per esempio zone umide, affioramenti fossiliferi, relitti di boschi naturali, fasce boscate golenali, aree xerotermiche, biotopi di particolare interesse naturalistico, alberi secolari, siti panoramici. Speciale rilievo riveste l'assunzione di provvedimenti finalizzati ad impedire l'inquinamento, l'eutrofizzazione, la manomissione e il degrado della rete di corsi d'acqua, ruscelli e sorgenti che per il territorio costituisce un sistema arterioso di scambio, drenaggio e riciclaggio di vitale importanza ecologica.
  • Mettere un freno alla crescente devastazione del territorio causata dalla moltiplicazione di cave di terra, discariche abusive, dedali di tralicci e linee elettriche, cementificazioni selvagge e inutili asfaltature di strade campestri e interpoderali.
  • Ripristinare, conservare e valorizzare le numerosissime testimonianze storico-artistiche diffusamente distribuite sul territorio, recuperandole dallo stato di degrado e abbandono in cui molte di esse attualmente versano.
  • Fermare la tendenza verso un dilagante quanto insensato incremento dell'inquinamento luminoso.
  • Contenere e limitare fortemente l'attività venatoria (anche con l'istituzione nell'area in oggetto di Oasi Faunistiche che al loro interno includano i locali microsistemi territoriali di più alto valore ambientale).
  • Favorire attivamente l'espansione di un'agricoltura ecocompatibile (assicurando incentivi economici alle forme di coltivazione che impiegano mezzi biologici e agronomici nel controllo dei parassiti, promuovendo la conversione dei seminativi a prato, premiando le pratiche colturali che consentono la conservazione di agroecosistemi biocenoticamente diversificati, etc.). E contemporaneamente contrastare la crescita delle monocolture agroindustriali specializzate (togliendo gli incentivi economici e penalizzando le forme di agricoltura che fanno largo uso di pesticidi e fertilizzanti chimici, che conducono alla ipersemplificazione e alla banalizzazione del paesaggio rurale, che causano una progressiva perdita di biodiversità delle campagne, che inquinano e impoveriscono l'ambiente).

Nel raggiungimento di questi obiettivi prioritari è assolutamente centrale e non vicariabile il ruolo delle Istituzioni, che devono intervenire sia sul piano normativo (con l'applicazione di vincoli stringenti e di incisive misure di tutela ambientale), sia sul piano politico (con l'incentivazione -anche economica- di attività e comportamenti che vanno nel senso della conservazione e della valorizzazione del territorio), sia sul piano educativo (con idonei investimenti in iniziative culturali e programmi formativi).

STRATEGIE

Contemporaneamente alla protezione degli elementi ambientali fondamentali del territorio, è necessario fornire al sistema il software adeguato. Esiste cioè l'esigenza di innescare ed attivare un ampio e capillare ventaglio di iniziative e di processi in grado di far nascere e crescere la sensibilità e il rispetto per l'ambiente (inteso come costellazione di ecosistemi ad alta biodiversità, come forme tradizionali del paesaggio, come complesso dei ritmi, delle atmosfere e dei valori di un territorio, come luogo della storia, della memoria e della cultura locale). L'obiettivo finale è quello di rendere la qualità ambientale, l'espressione della biodiversità e l'integrità del paesaggio valori percepibili e condivisi.
In questa operazione è ovviamente cruciale il ruolo della scuola, nei cui programmi e nelle cui attività i temi legati al territorio e all'ambiente devono assumere una posizione di rilievo. Di grande importanza inoltre la funzione delle associazioni locali, che possono incidere significativamente sulla percezione e sull'uso del territorio attraverso l'attivazione di progetti in grado di dare visibilità e concretezza alle istanze della tutela ambientale. Nel settore nordastigiano in esame le potenzialità in questo senso sono enormi.
L'esperienza e le attività di alcune associazioni locali di volontariato (p. es. "Terra, Boschi, Gente e Memorie", "Ruralia", "Comitato per il frutteto di Vezzolano"), che della tutela e della valorizzazione del territorio (nelle sue componenti ambientali e culturali) hanno fatto il loro obiettivo centrale, possono essere valutate come esempio paradigmatico delle possibilità che i gruppi di cittadini organizzati hanno di incidere sull'uso e le destinazioni del territorio.

La "microeccellenza" ambientale e culturale che caratterizza queste campagne astigiane rappresenta uno straordinario serbatoio di ingenti risorse, potenzialmente capace di assicurare al territorio uno sviluppo duraturo ed equilibrato e un futuro all'insegna della sostenibilità e della qualità. Nella catalisi del processo di valorizzazione del territorio e nell'innesco del circuito virtuoso che da esso può scaturire, il fattore cruciale non può che essere rappresentato dall'efficace azione coordinata e sinergica delle pubbliche amministrazioni, delle scuole, degli operatori dell'informazione, dei soggetti imprenditoriali e delle associazioni di volontariato.

Tratto da: F. Correggia, 2000, L'Astigiano nord-occidentale: ambiente naturale, paesaggio culturale e reincanto di una terra antica, Casesparse, 1: 27-48.

 

 

 

 

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