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Quaderni di Muscandia Volume 10
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QUADERNI DI MUSCANDIA vol. 10

Domenica 17 aprile 2011, alle ore 15, presso la Canonica di Vezzolano (Albugnano, AT), è stato presentato il volume n. 10 dei “Quaderni di Muscandia” , la collana di studi, saggi e riflessioni (prodotta dall'Associazione “Terra, Boschi, Gente e Memorie” di Castelnuovo D.B.) avente come oggetto principale i diversi elementi del paesaggio naturale e culturale che caratterizza il Piemonte collinare. Dopo i saluti istituzionali, si succederanno gli interventi dei curatori e di alcuni autori del volume. Alla presentazione della pubblicazione è seguito un ampio momento di ricordo del professor Renato Bordone e del pittore Leonardo Mosso, due autorevoli figure che, sin dai primi numeri, hanno costantemente assicurato ai Quaderni il loro prezioso sostegno e la loro fondamentale collaborazione; il pomeriggio si è chiuso con un prestigioso concerto organizzato dalla Nuova Arca.

Questo nuovo volume dei Quaderni ( la cui realizzazione è stata resa possibile dal consueto e cruciale sostegno di Fondazione CRT, cui si è unito l'apporto della Comunità Collinare “Alto Astigiano”) segna un traguardo importante nell'attività editoriale del l'Associazione “Terra, Boschi, Gente e Memorie” , in quanto costituisce il primo numero a due cifre della serie ordinaria.

Il volume (sottotitolo “ Segni e tracce di eventi lontani e di storie segrete ”) si apre con uno scritto di Franco Correggia dedicato alla vallata di Muscandia, il luogo da cui la collana editoriale deriva il nome. Seguono i lavori che costituiscono la sezione naturalistica del volume. Nel primo, il botanico Lorenzo Gallo aggiorna l'elenco floristico delle Colline del Po con la segnalazione di alcune nuove specie di recente ritrovate. Nel secondo, Gianni Allegro e Franco Correggia fissano l'attenzione sull'alneto di Santonco (biotopo forestale di tipo paludoso di grande valore ecosistemico e ambientale) e sulla sua carabidofauna. Nel terzo, gli entomologi Gianni Allegro, Giorgio Baldizzone e Renato Barbero danno conto del recentissimo ritrovamento, nel territorio di Castello di Annone, del coleottero carabide Calosoma inquisitor , insetto di estrema rarità in Piemonte e mai osservato prima in provincia di Asti. Nel quarto, Renato Barbero, Elio Cazzuli, Franco Correggia, Lorenzo Dotti e Paola Grassi presentano un portfolio di suggestive immagini che illustra una serie di specie autoctone vegetali e animali (alcune rare, altre comuni) di recente osservate e fotografate nelle campagne astigiane.

La sezione storica si apre con uno scritto del teologo don Vittorio Croce, che passa in rassegna alberi, arbusti ed erbe citati nella Bibbia. Subito dopo il medievista Aldo Settia (ordinario di storia medievale nell'università di Pavia) analizza i complessi rapporti che intercorsero tra la Canonica di Vezzolano e gli Aleramici di Monferrato. Segue poi un saggio di Renato Bordone (ordinario di storia medievale nell'università di Torino, di recente scomparso), dove vengono indagate le intricate vicende che dal medioevo sino ai giorni nostri hanno reso difficile la delimitazione dei confini territoriali fra Piovà Massaia e Cerreto d'Asti. Quindi Giovanni Rapelli ripercorre le fasi della guerriglia antifrancese condotta dai “brandalucioni” a fine Settecento tra Po e Monferrato. Successivamente il medievista Ezio Claudio Pia fa il punto sulla storia e le vicende costruttive di due antiche chiese del territorio di Passerano. Infine Giuseppina Pellosio Genta esplora il complesso intreccio di avvenimenti in cui, sul finire del XVIII secolo, si articolerà la vicenda umana di massari, servienti e proprietari terrieri accomunati dall'avere Castelnuovo d'Asti come teatro della loro esistenza. Il volume si chiude con uno scritto di Franco Correggia che restituisce la testimonianza e la memoria di storie legate al tempo della Resistenza partigiana.

Sin dall'inizio i Quaderni di Muscandia si sono delineati come uno strumento dove far confluire e organizzare le diverse articolazioni dell'elaborazione culturale e scientifica che riconosce come substrato la trama di segni, tracce, atmosfere e rimandi che permeano le terre di collina astigiano-monferrine. Oggi i Quaderni , giunti al decimo volume, sono generalmente riconosciuti come uno dei prodotti editoriali che più efficacemente sono in grado di trattenere e di restituire le geometrie, le scansioni, le filigrane, il cuore antico e le alchimie di natura e cultura che abitano e innervano le campagne nordastigiane. Nell'ampia serie di saggi contenuti nei 10 numeri ordinari sinora pubblicati (lungo l'arco temporale che va dal maggio 2003 al dicembre 2010), sono stati esplorati in profondità molti aspetti legati all'ambiente naturale, agli ecosistemi, alla biodiversità, alla flora, alla vegetazione, alla fauna, alla geopaleontologia, al clima, al paesaggio, alla storia, all'architettura, all'arte, alle dimensioni socio-antropologiche, alla toponomastica rurale, alla memoria contadina e alla tradizione culturale che caratterizzano gli ambiti e i contesti del territorio collinare piemontese. Ai numeri ordinari si sono affiancati due volumi speciali a carattere monografico (“ Ambienti naturali, ecomosaici e paesaggi culturali di un frammento di campagna astigiana ” e “ Il mondo rurale di Domenico Savio: aspetti delle campagne alto-astigiane di metà Ottocento ”).

Ad oggi, considerando insieme i numeri ordinari e monografici, la sintesi dell'attività editoriale riferibile alla collana dei Quaderni è riassunta dalle seguenti cifre: 12 volumi realizzati, 101 autori coinvolti, 155 saggi pubblicati, 3282 pagine complessive, 2864 elementi iconografici riprodotti (fotografie, tavole, carte topografiche, immagini satellitari, tabelle, grafici, schede, disegni), 7500 copie stampate. Sin dall'uscita dei primi numeri, i Quaderni hanno avuto un'accoglienza straordinariamente favorevole nel mondo culturale piemontese e in breve tempo hanno conquistato un ruolo assai significativo nel panorama dell'editoria regionale di qualità. Attualmente si attestano come una delle pubblicazioni culturali di riferimento dell'ambito territoriale che riunisce l'Astigiano, il Chierese, la Collina di Torino, il Monferrato e le Langhe. I volumi della collana sono presenti in moltissime biblioteche (generaliste, specialistiche ed universitarie) piemontesi, italiane, europee ed anche extraeuropee e si configurano oggi come uno degli elementi che più incisivamente concorre a far conoscere il territorio del Nord-Astigiano, le sue valenze di pregio e le sue peculiarità ambientali, paesaggistiche e storico-artistiche.

 

 

 

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