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L'Associazione "Terra, Boschi, Gente e Memorie"
è lieta di presentare il volume N. 8 dei "QUADERNI DI MUSCANDIA"


SOMMARIO DEL N. 8

Premessa

A piedi, verso Vezzolano, Leonardo Mosso

L'acqua è vita. Caratteristiche di alcune fonti situate nella zona dell'Alto Astigiano, Giovanna Peira

SGAP - Sistema di Gestione Ambiental-Paesaggistico: dall'idea all'impostazione metodologica, Riccardo Beltramo, Maria Quarta

Verso una nuova società rurale. Prospettive, problemi, contesti, Dario Rei

Liutprando, l'avvocato Decanis e i Saraceni di Malamorte, Aldo A. Settia

Capriglio alla fine del Settecento. La vita di una piccola comunità contadina fra Ancien Régime e Rivoluzione, Giovanni Rapelli

La Madonna del Monte Carmelo e la nuova Parrocchiale di Pino d'Asti,
Paolo Prunotto

Inchieste e percorsi di fede tra le colline dell'Alto Astigiano, Marta M. Longhi

Il tempo dei morti. Rituali funerari nel territorio rurale piemontese,
Gianpaolo Fassino, Franco Zampicinini

Fotogrammi dal passato prossimo di un villaggio rurale di collina,
Franco Correggia, Maria Luisa Garesio

L'archivio storico della Parrocchia di Passerano. Storia, riordino e consistenza,
Luciana Quagliotti

Storia di un emigrante stagionale da Bagnasco d'Asti in Francia, Enrica Fiandra

La buata e 'l galucio, ovvero “il panaté di Roatto”, Giuliano Bertoni

Alce Nero parla. Un ricordo di Antonio Adriano, Olga Scarsi

Il pilone “ desaparecido ”, Antonio Adriano, Olga Scarsi

Licheni, Paola Grassi

Ophrys insectifera L., Caltha palustris L., Franco Correggia

Castello di Passerano, Leonardo Mosso

 

Presentazione:

 

In data sabato 9 maggio 2009, alle ore 15,30, presso la Sala Convegni della Cantina Sociale del Freisa, via S. Giovanni 6, Castelnuovo Don Bosco (AT) , verrà presentato l'ottavo volume dei “Quaderni di Muscandia” , la collana di studi, saggi e riflessioni prodotta dall'Associazione “Terra, Boschi, Gente e Memorie” di Castelnuovo Don Bosco avente come oggetto principale i diversi elementi del paesaggio naturale e culturale che caratterizza il Piemonte collinare.

Come nel caso dei numeri precedenti, anche la realizzazione di questo volume è stata resa possibile dal prezioso sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Torino, cui si è aggiunta la collaborazione della Provincia di Asti e della Comunità Collinare “Alto Astigiano”.

L'ottavo Quaderno (che ha come sottotitolo “ Echi ed orme lungo il fluire del tempo ”) si caratterizza per avere il baricentro nettamente spostato in direzione dei temi inerenti la storia locale, l'identità e la memoria del territorio. Fedele alla cifra e al metodo cui da sempre si ispirano i Quaderni , muove i suoi passi indagando un'ampia gamma di tracce, segni, echi, orme e testimonianze che, nascosti tra le pieghe e le faglie del territorio, conservano la capacità di raccontarci e disvelarci le storie, gli umori, le coordinate, le idee e i paradigmi intorno ai quali si sono snodati i percorsi e le trasformazioni di questo micromondo di collina.

L'acqua (la sostanza vitale per eccellenza) e le sorgenti (elementi che giocano un ruolo centrale tanto negli assetti ecosistemici di un territorio quanto nella dimensione culturale delle popolazioni che lo abitano) sono l'argomento del primo scritto del volume, in cui Giovanna Peira descrive in dettaglio alcune fonti dell'Alto Astigiano. L'identificazione, la tutela e la valorizzazione della qualità territoriale sono invece i concetti da cui prende le mosse il lavoro di Riccardo Beltramo e Maria Quarta, nel quale vengono illustrate metodologie e potenzialità di un innovativo sistema di gestione ambientale e paesaggistica. Nel saggio successivo, Dario Rei rivolge lo sguardo sul futuro degli ambiti collinari astigiano-monferrini, indagando e analizzando i contesti, gli orizzonti, le forme e le possibilità di una nuova ruralità.

La sezione più propriamente storica del volume si apre e trova il suo asse portante in un pungente saggio di Aldo Settia, in cui l'Autore, con argomentazioni circostanziate e incisive che tracciano uno spartiacque netto tra mito e realtà, apporta elementi di razionalità e chiarezza su presunte presenze saracene che avrebbero cruentemente segnato la storia di alcune località incluse nelle campagne astigiane. Seguono quindi una serie di contributi che, continuando ad inscriversi nella sfera dell'indagine storica o, più semplicemente, nell'esplorazione dei frammenti di memoria, sono accomunati dal fatto di soffermarsi (pur trattando temi assai diversi fra loro) su alcuni dei piccoli villaggi rurali che costituiscono i centri nevralgici del territorio in cui nascono i Quaderni di Muscandia : Capriglio, della cui comunità Giovanni Rapelli ricostruisce uno spaccato di vita quotidiana a fine Settecento; Pino d'Asti, di cui nel saggio di Paolo Prunotto vengono analizzate le complesse vicende dispiegatesi intorno alla sua Chiesa Parrocchiale; ancora Pino, indagato da Marta Longhi sul piano delle tracce materiali sopravvissute che rimandano alle espressioni della spiritualità dei suoi abitanti nel periodo compreso tra Medioevo e prima Età Moderna; Mondonio, di cui Franco Correggia e Maria Luisa Garesio presentano un repertorio di immagini inedite, dove sono documentati momenti, volti, ambienti, riti, tradizioni e gesti quotidiani che caratterizzavano il paese nella prima metà del Novecento; Passerano, il cui archivio storico parrocchiale (ed in particolare le vicende che ne hanno portato al riordino) è oggetto del contributo di Luciana Quagliotti; Bagnasco di Montafia, che nello scritto di Enrica Fiandra è il villaggio che nella seconda metà dell'Ottocento fa da sfondo alle dure storie di emigrazione stagionale vissute da una famiglia locale; Roatto, che nella testimonianza di Giuliano Bertoni è il luogo cui si ancora la memoria perduta della panificazione artigianale. Ai saggi appena citati, è intercalato un contributo a firma di Gianpaolo Fassino e Franco Zampicinini che si occupa di un argomento inusuale, in genere attentamente evitato, ma in realtà assai ricco di implicazioni storiche ed antropologiche: i rituali funerari delle campagne piemontesi e, attraverso di essi, l'universo di simboli e tradizioni che caratterizzano il culto dei morti nel locale mondo rurale.

Infine Olga Scarsi ci restituisce un sentito e intenso ricordo di Antonio Adriano, lo studioso scomparso nel 2006 che forse più di ogni altro, con passione e sensibilità straordinarie, ha indagato la tradizione orale e la cultura materiale delle campagne del Roero e delle Langhe. E a seguire, proprio per testimoniarne il profondo impegno e per trattenerne i preziosi insegnamenti, pubblichiamo un lavoro dello stesso Antonio Adriano, scritto a quattro mani con Olga Scarsi, in cui l'abbattimento di un antico pilone votivo diviene la metafora della dissipazione e della perdita dei saperi, dei valori e del senso del mondo contadino tradizionale.

La serie dei contributi si chiude con una scheda di Franco Correggia relativa a due specie floristiche rare di recente ritrovate nelle colline nord-astigiane. Anche questo volume contiene la riproduzione di opere di artisti che, con particolare sensibilità, hanno saputo cogliere e fissare le atmosfere e le vibrazioni che permeano le campagne collinari cui guardano i Quaderni : si tratta di due suggestive ed evocative tele di Leonardo Mosso e di una tavola naturalistica di Paola Grassi.

A 6 anni dall'uscita del primo numero, “I Quaderni di Muscandia” (che sin dall'inizio hanno avuto un'accoglienza straordinariamente favorevole nel mondo culturale piemontese) consolidano il ruolo significativo che hanno conquistato nel panorama delle pubblicazioni regionali di qualità, attestandosi come una delle riviste culturali di riferimento dell'ambito territoriale Chierese-Astigiano-Monferrato. Nell'ampia serie di saggi contenuti negli otto numeri ordinari sinora pubblicati (maggio 2003, novembre 2003, luglio 2004, marzo 2005, dicembre 2005, giugno 2006, gennaio 2007, febbraio 2009), cui si aggiunge il volume monografico speciale “ Ambienti naturali, ecomosaici e paesaggi culturali di un frammento di campagna astigiana ” del giugno 2008, sono stati esplorati in profondità (con il concorso di 79 Autori) molti aspetti legati all'ambiente naturale, alla biodiversità, al paesaggio, alla storia, all'architettura, all'arte, alla memoria contadina e alla tradizione culturale che caratterizzano gli ambiti e i contesti del territorio collinare piemontese. Attualmente i Quaderni sono presenti in moltissime biblioteche (generaliste ed universitarie) piemontesi, italiane ed europee; alla loro realizzazione collaborano figure di altissimo profilo del panorama culturale italiano.

 

 

 

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